Du’ parole!! Il ricordo di una “brava persona “

Errata corrige

Prima di introdurre questo nuovo appuntamento con il blog, mi corre l’obbligo di una doverosa precisazione rispetto al precedente capitolo, Rugby Brother’s . Ciò che scrivo è esclusivamente ispirato dal cuore e dal trasporto che le emozioni e le suggestioni mi evocano; questo per dire che non mi esprimo come una sorta di automa wikipediano che scrive pedissequamente ed asetticamente senza alcun trasporto e sentimento (e se il blog sta piacendo credo, e spero, che sia proprio perché basato su sensazioni che sbloccano ricordi non sempre vivi – meglio così altrimenti avremmo tutti una mela morsicata sulla fronte). Fatta questa piccola precisazione, e senza alcun riferimento a quanto sopra, faccio ammenda e chiedo umilmente perdono perché ho omesso di nominare dei fratelli rugbisti:

Riccardo e Federico RENIER fratelli ed anche figli d’arte (papà Roberto)
Michele ed Andrea PELLEGRINI.

Possiamo partire con il nuovo blog:

Scrivere di Angelo Trombetta rischiando di essere retorico e scontato sarà complicato ma, anche in questa circostanza, affiderò la penna al cuore. Come detto in precedenza, Angelo è il rugby avezzanese, quel nome che, quando si parla di palla ovale nel capoluogo marsicano, scatta subito alla mente. Con lui avevo (ho difficoltà a parlare al passato) un rapporto speciale e particolare e, essendo un intimo amico di famiglia, fin da quando ero bambino, in qualche modo l’ho sempre avuto “tra i piedi”.

Indelebile il ricordo delle sue visite a casa: essendo noi cinque figli non aveva scampo, si prestava ad ogni tipo di “vessazione” perpetrata da un’orda di sfrenatissimi monelli, ma lui era felicissimo e noi, dal canto nostro, ancora di più perché ci divertivamo un mondo. Un uomo dalle mille risorse, disponibile, innamorato del rugby, a volte diretto e non proprio diplomatico, ma sempre per amore della nostra disciplina cui era estremamente devoto.

Memorabili le sue incursioni al comune di Avezzano e alla sede della FIR, sempre finalizzate alla crescita e allo sviluppo dell’Avezzano Rugby, sempre alla ricerca di sponsor che ci dessero quella garanzia di poter svolgere l’attività sportiva. Pur essendo un marito e un padre modello (la moglie Assunta, una persona splendida come le sue due figlie, Anna Maria e Alessia, due perle) ha sempre sottratto tempo ai suoi affetti in nome di questo sport. Su noi atleti aveva un ascendente paragonabile a quello di un padre e, non a caso, nei vari matrimoni di noi giocatori (o ex) succedutisi negli anni, era, con la sua Assunta, il primo nella lista degli invitati.

Sono diventati un must alcuni suoi intercalare:

“Du’ parole “: quando iniziava i suoi discorsi;
“Ve voglio bene a tutti”: quando si rivolgeva a tutti i suoi ragazzi;
“Voglio ringraziare i ragazzi de Celano“: quando, con sincerità e trasporto, ringraziava la folta pattuglia castellana approdata a giocare ad Avezzano.

Capolavoro del presidente Trombetta è stata la realizzazione del campo di Via dei Gladioli a lui oggi intitolato. La sua caparbietà e ostinazione, la sua determinazione e la sua attività diplomatica, così come la sua sfacciataggine, hanno portato, tra mille difficoltà, alla realizzazione del centro sportivo.

Non c’era giorno che non passasse a verificare l’andamento dei lavori. Indescrivibile l’emozione nel ricordarlo con le lacrime agli occhi il giorno dell’inaugurazione. Angelo Trombetta si affermò anche nella Federazione Italiana Rugby (apprezzato e stimato da tutto il Consiglio Nazionale Federale per il monumentale lavoro svolto ad Avezzano) e fu presidente del Comitato Regionale Abruzzese per due mandati di fila.

Tornando al campo: con lui si rideva e scherzava sul fatto che l’impianto non avesse un nome. Era nostra consuetudine prenderlo bonariamente per i fondelli, dicendogli che il campo dovesse portare il suo nome da subito. Non si arrabbiava ma iniziava una serie di esilaranti scongiuri. Ho sempre considerato Angelo il mio padre putativo e forse, immodestamente, ero un po’ il suo “cocco”. Quando malauguratamente ha passato la palla, fu il classico giorno che speri di non dover vivere mai…

Ma ero altresì consapevole di essere stato fortunato e privilegiato per aver condiviso tutta la mia vita sportiva, ed una parte di quella privata, con una persona dallo spessore umano senza eguali. Lo dobbiamo ricordare, non con un velo di tristezza, ma con gratitudine e ammirazione per l’immenso patrimonio che ci ha lasciato fatto di insegnamenti e di comportamenti nel mondo sportivo e nella vita. “Angelo ringraziarti per tutto quello che hai fatto è riduttivo, mi tengo stretto ogni attimo ogni momento condiviso con te, consapevole che difficilmente avrò ancora un’occasione così “.

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2 risposte a “Du’ parole!! Il ricordo di una “brava persona “”

  1. Ciao Lamberto,sono Riccardo De Angelis,anche se oggi vivo a Bologna non posso che ricordarvi con grande affetto,Angelo era un gran signore e un grande presidente e puoi capire detto da un ex hockeysta è il max,ti saluto con un abbraccio.

  2. Lambo……sai che sono un Tuo ammiratore ed estimatore dapprima come uomo poi come mio compagno di squadra (….per poco purtroppo….) e come Mister.
    Sai vincere facile. Riesci a coinvolgere e strappare sorrisi talvolta lacrimosi……
    Angelo l ho conosciuto solamente nel 2010….ma essendo un Vecio in senso Alpino è andato avanti passando la palla…….lo ricorderò per sempre quando ci incontravamo ed entrambi SORRIDENDO dicevamo…….VECIOOOOOO……….

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